Così gli americani snobbano la Calabria

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La Calabria, per i suoi 780 km di costa, ancora prima che per la natura lussureggiante delle sue montagne, ancora prima che per i suoi antichi borghi, è una terra vocata al turismo. Di solo turismo potrebbero vivere i calabresi, ma , dati alla mano, questo non è.

La Calabria rimane meta sconosciuta ai flussi turistici provenienti dall’estero, la nostra regione viene saltata a piè pari quasi non si trattasse di Italia, dalla Campania si passa subito alla Sicilia. Eppure, niente avremmo da invidiare alle nostre regioni sorelle se non una loro migliore capacità di sfruttare le risorse del territorio. Noi, siamo il sud del sud. La mancanza di strategia di una classe politica clientelare e inadeguata ha determinato l’assenza di investimenti orientati a sviluppare quella grande risorsa che è il turismo. Le bellezze della Calabria non vengono promosse all’estero, non vengono tutelate sul territorio, rimaniamo fuori dal circuito delle grandi catene alberghiere, fuori dal circuito dei tour operator internazionali, le nostra infrastrutture non sono degne di un paese civile. Ad oggi, abbiamo un traffico aereo corrispondente a 3 milioni di passeggeri, quando, se volessimo fare un paragone con la Sicilia, dovremmo averne proporzionalmente almeno 4 milioni e 800 mila. E’ del tutto evidente che esiste un potenziale inespresso tale, da poter risollevare il destino della nostra terra.

Da qualche giorno sta girando in rete un’illuminante intervista al Product Manager di un’importante tour operator americano, questa intervista merita tutta la nostra attenzione poiché ci da modo di capire alcune dinamiche viziose che riguardano il turismo in Calabria. Riporterò direttamente alcune brani che ci interessano particolarmente, ma chi volesse leggere tutta l’intervista può trovarla al link seguente:

http://thelightblueribbon.wordpress.com/2013/09/27/parlate-di-turismo-in-calabria-che-coraggio/

“In Calabria non c’è poi così tanto turismo e uno dei motivi principali è la mancanza di pubblicizzazione. Con 5 anni di esperienza collaborativa con le varie branche del governo italiano che si occupano di turismo, posso dire che la Calabria è stata una delle poche regioni a non inviare nessun tipo di materiale e non ha mai partecipato ai workshop turistici. Solo con l’educazione e la pubblicità si porta il turismo in una determinata area. Al momento gli unici americani che vanno in Calabria sono quelli con radici; i loro nonni o i loro bisnonni sono nati lì.

Secondo me, anche i pregiudizi sulla mafia spiegano il poco turismo. Gli americani hanno paura di venire in Calabria, pensano che una volta arrivati in questa regione potrebbero essere attaccati, derubati o uccisi dai mafiosi. La Sicilia ha anch’essa problemi relativi alla mafia, ma lì il turismo va a gonfie vele. Perché? Perché la regione educa le persone. Loro vengono negli Stati Uniti e fanno vedere video, immagini, etc., raccontano storie che attirano l’interesse degli americani facendo venire la voglia di visitare quella terra. Gli americani conoscono i nomi delle città siciliane… ma non quelli delle città calabresi. Lavoro ancora in quel settore e quando parlo con potenziali clienti, solo il 5% di loro chiede della Calabria – ma solo perché vogliono vedere la terra dei loro antenati.

Ho provato ad organizzare un tour comprendente la Calabria ma, a causa dei troppi ostacoli, ho dovuto lasciare stare. La mia compagnia si occupa di turismo da più di 50 anni e abbiamo accordi commerciali con centinaia di hotel in tutto il mondo… ovviamente, quelli calabresi sono stati gli unici in assoluto a richiedere un anticipo dei pagamenti 60 giorni prima dell’arrivo dei clienti. La Calabria ha tanto da offrire ma, purtroppo, se non hai parte della tua famiglia lì, non lo saprai mai.”

Il tour operator ci informa che solo chi ha origini calabresi viene qui in vacanza. Gli stereotipi sulla mafia inibiscono l’interesse dei turisti, la mancanza di promozione fa il resto. La Calabria non investe su se stessa e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Starà alla nostra generazione il compito di invertire questo modello di non sviluppo, starà a noi prenderci la responsabilità di credere in questa terra, di non abbandonarla, di conquistare per lei, il ruolo che le spetta, di meta turistica e polo strategico al centro del Mediterraneo.

Danilo Greco

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Informazioni su danilogreco

Studio Legge presso l'Università di Messina, sono impegnato da sempre in diverse attività di associazionismo e volontariato ma da poco ho deciso di impegnarmi attivamente nel mondo della Politica, la mia grande passione. Sono convinto che tocchi ai giovani farsi portatori del cambiamento, per questo non possiamo più lasciare che gli altri prendano decisioni al posto nostro, dobbiamo riprenderci in mano il nostro futuro. Il mio impegno e la mia passione sono tutte per la mia terra, per la mia Lamezia.
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2 risposte a Così gli americani snobbano la Calabria

  1. Pingback: Parlate di turismo in Calabria? Che coraggio! | The Lightblue Ribbon

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